venerdì 23 giugno 2017

Horror

Fino a che punto veniamo definiti dai nostri gusti?
Siamo ciò che leggiamo, ciò che vediamo, ciò che ascoltiamo? Insomma, siamo ciò che ci piace? E se anche lo fossimo, fino a che punto?
Di norma non ci si pone determinati interrogativi, ma non è così per tutti. Se ti piacciono determinate cose ti trovi quasi costretto a domandarti: "sono forse strano?".
Se ti piace l'horror o in generale qualunque cosa sia violenta, spesso alla domanda "perchè ti piace?" dovrai dare una risposta filosofia quanto meno degna di un Hegel, altrimenti, se qualcuno evincerà che ti piace e basta, che ti piace proprio perchè violento, comincerà a guardarti male, perchè si sa, no? Cioè, è ovvio! Se ti piace la rappresentazione della violenza, sopratutto di un determinato tipo di violenza, sei un violento anche tu, sei come minimo un serial killer!
Ho tenuto a sottolineare che avviene particolarmente con un determinato tipo di violenza perchè grandi blockbusters violentissimi sono socialmente accettati molto più di altri film, o quanto meno alle persone a cui piacciono al massimo viene imputato un pessimo gusto in fatto di cinema, nulla più.
Effettivamente dei veri e propri problemi vengono fatti a chi è fissato con l'horror, per intenderci a chi ha il poster di Freddy Krueger appeso in camera, non a chi va vedere Paranormal Activity al cinema con gli amici il giorno di Halloween, perchè quello puoi farlo, ma il film deve spaventarti, non piacerti. Non puoi analizzare il film, analizzare il cattivo, analizzare le reazioni dei protagonisti, analizzare gli assassinii senza essere considerato strano. Considerazioni sugli schizzi di sangue, sulla credibilità delle urla o dei pianti, sugli strumenti usati dal killer o i poteri della creatura soprannaturale sono prerogativa dei fissati, ed essere fissati con questa roba non va bene.
E' assurdo.
Improvvisamente diventi ciò che ti piace, la gente ha finalmente trovato l'ennesimo modo per etichettarti.

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