domenica 23 luglio 2017

IT

In vista del remake che uscirà a settembre nelle sale, mi sembrava carino inaugurare decentemente questo spazio personale con un parere, per l'appunto, del tutto personale sul famosissimo libro di S. King, IT. Usare la parola "recensione" è effettivamente un po' eccessivo (chi sono io per recensire King?), ma è anche la scelta più sensata visto cosa mi accingo a scrivere, quindi non me ne vogliate se etichetto il post in questa maniera.


IT è sicuramente tra i libri più letti e più amati del conosciutissimo autore, da molti viene addirittura definito il più spaventoso.
E' la storia di un gruppo di amici ambientata tra gli anni 50 e gli anni 80, rispettivamente durante l'infanzia e la maturità dei protagonisti, i quali si troveranno a fronteggiare IT, un mostro che da anni e anni infesta le strade della cittadina natale dei nostri eroi, Derry.
Derry è infatti una città maledetta, lo scenario dei delitti, ma anche il complice dell'assassino; casa confortevole per il brutale antagonista, resa tale anche dall'indifferenza e spesso dalla malvagità della gente che vi abita. Questo è forse uno degli aspetti più interessanti della storia: le riflessioni sulla noncuranza e sulla crudeltà umana, molto più spaventose di quanto possa esserlo il peggiore dei mostri.
Ma IT è un libro dell'orrore? Indubbiamente è un libro saturo di una sorta di carica elettrica, quasi percepibile tra le pagine mentre le si svoglia, ma a parer mio si può parlare di paura soltanto per la prima parte del romanzo. Potremmo dire infatti che più conosciamo l'antagonista e meno ci spaventa, l'ansia che suscita è dovuta all'atmosfera e ai ricordi dei primi scontri con il mostro. Più scorrono le pagine, più il terrore iniziale viene esorcizzato, pian piano diventiamo più coraggiosi ed in grado di fronteggiarlo, esattamente come i protagonisti.
IT non è solo un libro, è un vero e proprio soggiorno a Derry. Leggendolo puoi sentire il rumore del canale, il cinguettio degli uccelli, il caldo afoso dell'estate. Non è soltanto un soggiorno a Derry, ma un soggiorno in buona compagnia: con le sue 1315 pagine è pressoché impossibile non affezionarsi ai personaggi, specialmente se a descriverli è King. Terminata la lettura avrai la sensazione spiacevole di dover abbandonare dei cari amici, avrai paura di dimenticarli, di riporli sullo scaffale proprio come stai per fare con il libro.
IT non è soltanto un soggiorno in buona compagnia, è un viaggio, un viaggio che ti aiuterà a capire chi eri, chi sei, ma sopratutto chi sei diventato.

Essendo queste le premesse non posso che sentirmi eccitata per l'uscita del film, che gode tra l'altro di un ottimo cast, anche tra i giovanissimi, basti pensare a Richie Tozier, interpretato da Finn Wolfhard, che abbiamo avuto modo di apprezzare in Stranger Things.

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